La presidente del Senato intervenuta oggi alla Fiera del Centenario di Padova che ha registrato un + 30% di visitatori

Cerimonia di chiusura stamane in Fiera a Padova per la Campionaria del Centenario, che di fatto per il pubblico prosegue fino alla mezzanotte di domenica 9 giugno, ma che già alle ore 17 aveva fatto registrare una presenza di pubblico superiore del 30% rispetto all’edizione del 2018.

All’evento ha voluto presenziare una padovana eccellente, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, per testimoniare il valore di questo esempio di preveggenza che fu la prima fiera italiana nata a Padova nel 1919 e l’importanza degli ideali di cooperazione che ieri come oggi tanto aiutano lo sviluppo dell’economia nazionale.

Ringraziando i soci pubblici (Comune, Provincia e Camera di Commercio di Padova) per l’acquisizione della Fiera e insieme al presidente Geo Olivi per aver fatto grande questa edizione del Centenario, la presidente del Senato ha evidenziato un concetto: “Ogni singola giornata di fiera ha permesso di raccontare al mondo la storia di un Paese che ha voglia di fare bene e di guardare al futuro con intraprendenza e fiducia nelle proprie capacità”. E poi il ricordo all’intuizione di Ettore Da Molin, allora Segretario della Camera di Commercio patavina che lanciò l’ambiziosa e lungimirante idea supportata da una ferma volontà di tutti: “​Soprattutto fu un forte messaggio di pace e di rinnovata collaborazione tra i popoli. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo delle istituzioni locali, degli enti di categoria, delle banche cittadine e quanti hanno fortemente creduto in quell’idea e l’hanno sostenuta con convinzione. ​In questi cento anni il nostro Paese ha vissuto profondi cambiamenti sociali, economici e politici: dal fascismo alla nascita della Repubblica; dal boom economico alle crisi finanziarie; dalla guerra fredda al processo di aggregazione e di integrazione europeo, dalle prime comunicazioni radiofoniche e telefoniche ai più sofisticati sistemi informatici di interconnessione globale, solo per citarne alcuni.  Sono cambiate le mode e con esse le richieste e le esigenze dei consumatori. Si è evoluto e specializzato sempre di più il sistema di produzione industriale e di distribuzione commerciale, tanto nei mercati di nicchia quanto in quelli su vasta scala. ​E’ mutato il modo di pensare e di fare impresa, grazie anche all’impiego di tecnologie sempre più all’avanguardia. Di fronte a questi processi la Fiera di Padova ha sempre dato prova della straordinaria predisposizione delle nostre realtà economiche di vivere i mutamenti, anticiparli talvolta, per rinnovarsi e continuare ad affermarsi sui mercati.​ Oggi quindi non si celebrano soltanto cento anni di fiera. Si festeggiano cento anni di cui essere fieri e orgogliosi.

​Per questo guardo con molta attenzione lo spazio che questa fiera ha inteso dedicare alle prospettive future, con particolare riguardo allo sviluppo e all’innovazione sostenibile, in armonia con gli obiettivi dell’agenda ONU 2030, tanto nei settori produttivi quanto in quelli dedicati a migliorare la qualità della vita degli esseri umani. Temi universali e di particolare rilevanza strategica per dare nuova solidità al nostro presente, stimolare l’avvio di una ripresa economica globale oggi più che mai necessaria e costruire insieme nuove opportunità di crescita per tutti e, in particolar modo, per le nuove generazioni”.

Una Fiera senza cancelli nell’auspicio di Comune, Provincia, Camera di Commercio
Per parte sua il sindaco di Padova Sergio Giordani ha citato l’esempio padovano come una grande visione per il futuro. “Oggi vogliamo una fiera senza cancelli, viva 365 giorni l’anno dove business e ricerca si affiancano e le parole d’ordine sono conoscenza, dialogo e contaminazione. Per questo in Fiera faremo operare insieme 8 Università, centri di ricerca, 29 aziende territoriali. Possiamo creare un sistema virtuoso in grado di far nascere nuove aziende permettendo ai giovani di restare su un territorio così ricco di valori: Padova è capitale europea del volontariato e unica candidata italiana per l’Urbs Picta dell’Unesco”.

Fabio Bui presidente della Provincia di Padova ha parlato di Campionaria come opportunità anziché come problema in questa delicata fase: “Dobbiamo lavorare assieme perché rilanciare la Fiera significa rilanciare economia, turismo, città tutta. E’ un progetto strategico che deve uscire dall’idea classica di fiera delle merci per fare dell’innovazione il momento centrale e l’esposizione quello finale”.

Infine il presidente dell’ente camerale Antonio Santocono: “Quando la Fiera di Padova chiama la città risponde: abbiamo fatto numeri straordinari, era dagli anni Novanta che non si vedevano tanti visitatori. Un grazie agli enti locali, all’Università e al mondo imprenditoriale che ci hanno creduto. Noi abbiamo investito grandi risorse e insieme stiamo trasformando quest’area in un centro dedicato alle start- up: un ponte tra ricerca e sviluppo in sinergia con la Regione, facendo rete con le imprese del territorio (le 120.000 più le associazioni di categoria che la Camera di Commercio rappresenta) e con i centri ricerca di una provincia che da sola nel 2018 ha raggiunto un Pil da 28 miliardi”.

La cerimonia di chiusura si è tenuta nell’arena del padiglione 2 dell’Innovazione dove il coro Gli Antenori di Padova diretto dal maestro Francesco Valandro ha accolto le autorità con l’Inno di Mameli e con il canto universitario Gaudeamus Igitur.  Al termine prima di una breve visita ai padiglioni, la presidente del Senato ha consegnato i premi del concorso Fuori Fiera alla Cartoleria Prosdocimi di Padova per la miglior vetrina a tema Centenario della Fiera Campionaria e alla ditta Visma Arredo di Cittadella il premio “Espositore del Centenario”.

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